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Una delle applicazioni più innovative è l’uso del bambù Moso come fibra tessile per produrre indumenti ad elevata sostenibilità. Kate O’Connor chiama la moda in bambù “un modo di vestire molto più economico [della seta] e molto più sostenibile per l’ambiente”, “il tessuto perfetto per l’estate”.

Stilisti come Diane von Furstenberg, Oscar de la Renta, Kate O’Connor, ed eco-stilisti come Amanda Shi Avita, Linda Loudermilk, Katherine Hamnett e Miho Aoki (per citarne solo alcuni) hanno in comune l’utilizzo del bambù per la creazione dei loro capi. La morbidezza, la lucentezza, il prezzo abbordabile se paragonato a seta e cachemire e l’eco-sostenibilità hanno infatti attirato l’attenzione verso questo materiale.

I tessuti fabbricati con viscosa di bambù hanno alcune proprietà amate da stilisti e consumatori sia convenzionali sia eco-consapevoli, che oggi rispondono alle esigenze della green society.

  • Sono naturalmente morbidi e lucenti.
  • Sono meno costosi e più resistenti della seta (i capi d’abbigliamento in bambù possono essere tranquillamente messi in lavatrice e nell’asciugatrice).
  • Sono ipoallergenici, e adatti anche a pelli sensibili grazie alla struttura liscia e rotonda delle fibre.
  • Sono antibatterici e antifungini, grazie ad un agente antibatterico presente nelle piante di bambù che aiuta anche a trattenere gli odori.
  • Sono altamente assorbenti, quasi 3 o 4 volte in più rispetto al cotone, traspiranti e termoregolatori: in condizioni meteorologiche calde e umide gli abiti in bambù contribuiscono a mantenere chi li indossa più asciutto, più fresco e più comodo, rispettando la pelle.
  • Proteggono dai raggi UV dannosi (ne schermano circa il 98%).

Inoltre, i capi di abbigliamento in bambù sono al 100% biodegradabili e possono essere completamente decomposti nel suolo da microrganismi o alla luce del sole, senza rilasciare, durante la decomposizione, sostanze inquinanti come il gas metano, che è comunemente prodotto nelle discariche.

In Italia ad oggi l’uso del bambù per l’abbigliamento è poco frequente, se non in forma estremamente limitata e sotto forma di fibra naturale. Solitamente il filato di bambù nell’abbigliamento è utilizzato prevalentemente insieme al cotone (50% bambù e 50% cotone), mentre nella creazione di accessori quali calze, sciarpe, cappelli, panni per casa, panni per occhiali e asciugamani spesso viene utilizzata al 100% solo fibra di bambù. Esistono tuttavia alcune realtà aziendali che hanno deciso di investire in questo tipo di materiale, come l’industria tessile piemontese.