Benvenuto nel nostro sito!

Il bambù è sempre più utilizzato come materiale da costruzione grazie ad una maggiore resistenza a tensione e compressione rispetto al legno. La resistenza delle sue fibre alla tensione può arrivare a quasi due volte quella dell’acciaio mentre la resistenza alla compressione supera addirittura il calcestruzzo.

La costruzione di case in bambù è una pratica tradizionale comune in gran parte dei paesi in via di sviluppo dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa e diventa particolarmente diffusa nelle aree rurali dove le comunità locali costruiscono basandosi su metodi tradizionali e attraverso l’uso di tecniche tramandate da generazioni. L’interesse di numerosi architetti prevalentemente occidentali e sudamericani, che negli ultimi decenni hanno dedicato i loro studi e le loro sperimentazioni alle proprietà meccanico-fisiche del bambù e al suo impiego nel settore dell’edilizia, hanno prodotto risultati innovativi apportando un notevole sviluppo nella concezione di questo materiale.

Nell’ambito delle costruzioni a basso costo, il bambù si presenta infatti come un materiale competitivo: è un materiale economico ed ecosostenibile e si possono costruire abitazioni con poche centinaia di dollari, completamente smontabili e riparabili, comode e fresche da abitare. Architetti, eco designer ed interior designer oltre che ambientalisti non potevano non notare un materiale da costruzione 50 volte più resistente della quercia ma più leggero del cemento armato, flessibile, esteticamente gradevole e sostenibile, idoneo ad essere utilizzato anche per costruire ponti e cattedrali. Grazie a queste caratteristiche uniche, l’interesse al bambù come materiale da costruzione sta crescendo piuttosto velocemente anche in Europa.

In Colombia, in prima linea nelle moderne architetture sostenibili che utilizzano bambù, architetti come Oscar Hidalgo Lopez, Marcelo Villegas, Simon Velez, realizzano pregiate residenze ma anche uffici pubblici con bambù. Negli Stati Uniti Darrel DeBoer è un architetto specializzato nella costruzione di edifici con materiali sostenibili e ha creato edifici universitari grazie al bambù, scrivendo un manuale sull’utilizzo della pianta. Nelle Hawaii edifici governativi vengono realizzati con il bambù raggiungendo elevati livelli di certificazione strutturale; sempre negli USA numerose sono ormai le case realizzate completamente in bambù, ed aziende specializzate nell’utilizzo del bambù sperano di espanderne l’utilizzo anche in altre zone temperate dell’Europa.

In Italia è stata costruita la prima struttura d’Europa a uso pubblico interamente in bambù e a carattere permanente: si trova a Vergiate (VA) ed è destinata a ospitare le manifestazioni estive del paese. Per costruirla sono stati utilizzati 400 culmi di bambù, per un totale di circa 500 metri quadrati.

Il bambù, laminato o pressato, può inoltre essere impiegato per pavimenti, rivestimenti e arredamento trattato naturalmente con colori naturali. Grazie all’ottima qualità e al prezzo concorrenziale, in Europa sta avvenendo una decisa espansione dell’uso del bambù come materiale di rivestimento per pavimentazioni.

Le aziende italiane del legno commercializzano il bambù principalmente sotto forma di pannelli o in fogli sottili (impiallacciatura). Attualmente il bambù viene importato in Italia dai vari paesi di produzione sia come materia prima che sotto forma di legname. Ad evidenziare una tendenza che pare irreversibile Scavolini è una delle grandi firme dell’arredamento italiano che oggi puntano al bambù nella loro produzione di cucine.