Il bambù in campo edilizio: un trend in crescita in tutto il mondo

Se chiedessimo di descrivere l’aspetto di un edificio realizzato in bambù, in molti si ritroverebbero probabilmente ad immaginare una piccola e semplice capanna dall’aspetto rustico, magari collocata all’interno di qualche villaggio in una zona remota del continente asiatico. Ma costruire con il bambù oggi significa molto più di questo. Il bambù come materiale edile sta diventando infatti sempre più richiesto per realizzare infrastrutture complesse, abitazioni in grado di coniugare design e funzionalità, edifici moderni ed eleganti. E questo non solo in Estremo Oriente, dove l’impiego del bambù per l’edilizia vanta una tradizione millenaria, ma anche nei Paesi Occidentali. Conosciuto come l’”acciaio verde” in virtù della sua capacità di resistere a trazione e compressione, e molto apprezzato per via del suo carattere sostenibile, il bambù è il nuovo trend architettonico da tenere d’occhio

Costruire con il bambù: un materiale 100% sostenibile

Il primo aspetto che viene in mente quando si parla di strutture in bambù è innanzitutto quello della sostenibilità. Il bambù è infatti un materiale di origine vegetale, disponibile in grandi quantità in natura. Nell’area subtropicale – da dove proviene –  ne crescono spontaneamente più di 1400 specie, ma questa pianta si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro continente, dove si può coltivare con risultati altrettanto positivi e favorevoli per l’ambiente.

Tra le specie adatte all’utilizzo nel campo dell’ingegneria strutturale e dell’architettura troviamo la Guadua angustifolia kunth, la Phyllostachys bambusoides e la Phyllostachys edulis. Quest’ultima è quella coltivata anche da Forever Bambù.

Il bambù vanta inoltre una delle crescite più veloci di tutto il panorama vegetale: quello cosiddetto Gigante, ad esempio, è in grado di aumentare di più di 60 cm al giorno!

Tra i motivi che portano a considerare il bambù un materiale di costruzione ecologico e sostenibile c’è anche la sua capacità di prevenire l’inquinamento atmosferico assorbendo quantitativi di anidride carbonica superiori ad altre specie di arbusti. Inoltre, la sua coltivazione avviene senza fare ricorso a fertilizzanti chimici inquinanti.

Importante da considerare è anche la sua capacità di rigenerarsi spontaneamente: a differenza di un albero, il bambù ha bisogno solo di 3-5 anni per ricrescere dopo il taglio.

Pur ricordando per aspetto e caratteristiche il legno classico, il bambù rappresenta, grazie alla sua crescita rapida e alla sua rinnovabilità, un materiale decisamente più sostenibile, capace di ridurre l’impatto ambientale provocato dal disboscamento. Secondo uno studio condotto da De Flander et al. (2009) in Colombia, un ettaro di foresta di bambù sarebbe in grado di garantire ogni anno un quantitativo di materia tale da costruire una casa di medie dimensioni. Per una casa della stessa grandezza realizzata in legno sarebbero invece necessari ben 4 anni.

Perché costruire con il bambù: proprietà meccaniche e caratteristiche

Non solo sostenibilità. Il bambù rappresenta un ottimo materiale da costruzione per numerosi altri motivi.

Al primo posto troviamo la sua capacità di coniugare una grande leggerezza – il bambù pesa circa un decimo dell’acciaio – a un’eccellente resistenza, caratteristica quest’ultima che gli è valsa il soprannome di “acciaio vegetale”. Il bambù possiede infatti una resistenza alla compressione superiore a quella del legno e del calcestruzzo, e una resistenza alla trazione molto simile a quella dell’acciaio. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per realizzare elementi verticali di sostegno, quali pilastri e colonne.

Il bambù è inoltre molto flessibile: questo fa sì che, se trattato in maniera opportuna durante il processo di crescita, esso possa assumere qualsiasi forma. Si possono ad esempio creare degli archi, pannelli di vario tipo e pavimentazioni da interni, che coniugano funzionalità e bellezza.

In virtù della sua flessibilità e leggerezza, il bambù è noto anche per il suo carattere anti-sismico, ed è quindi adatto per le costruzioni in località soggette a frequenti terremoti. Non stupisce quindi che le abitazioni antisismiche nelle Hawaii siano realizzate proprio con questo materiale. In più, il bambù è particolarmente resistente al fuoco e la sua combustione avviene solo a temperature molto elevate.

Da non dimenticare, poi, è il fattore estetico: con il bambù si possono realizzare edifici ed elementi architettonici molto sofisticati, dall’aspetto elegante e ricercato.

Ultimo (ma non meno importante) motivo che rende il bambù così apprezzato in campo edilizio è la sua economicità: come già detto in precedenza, pur essendo equiparabile o addirittura superiore al legno per aspetto e caratteristiche, il suo costo è decisamente inferiore.

Storia e diffusione del bambù come materiale edile

I Paesi asiatici utilizzano il bambù in campo edilizio da diversi secoli. Le prime costruzioni in bambù risalgono addirittura al 960 a.C.: si tratta di semplici ponti sospesi costruiti con questo materiale in Cina e In India, di cui uno ha collegato fino al 2008 le sponde del fiume Min.

A distanza di quasi 3000 anni, si continua a costruire con il bambù non solo in Oriente, ma anche e sempre di più nei Paesi occidentali. Benché gli edifici non temporanei costruiti strutturalmente in bambù siano ancora relativamente rari in Europa, questo materiale si sta gradualmente diffondendo ed è ormai considerato un’alternativa più che valida non solo a cemento ed acciaio, ma anche al legno.

In Italia è stata costruita la prima struttura pubblica del Vecchio Continente completamente realizzata con il bambù e ad uso permanente. Si tratta del padiglione di bambù di Vergiate (VA), realizzato per ospitare le manifestazioni estive del paese. Per costruirla sono stati utilizzati 400 culmi di bambù, per un totale di circa 500 metri quadrati.

Tra i grandi utilizzatori del bambù come materiale da costruzione c’è anche l’America Latina che, come l’Asia, utilizza questo materiale fin dai tempi antichi. In Costa Rica, ad esempio, esistono interi quartieri realizzati interamente in bambù e in Ecuador, nell’area di Guayaquil, sono state costruite 16.000 abitazioni per famiglie interamente fatte di questo materiale.

La crescente richiesta di bambù per l’edilizia in Europa

Attualmente il bambù utilizzato in campo edilizio proviene ancora in gran parte dai Paesi asiatici (Cina e India al primo posto). Ciò può generare costi di gestione del trasporto non indifferenti.

Vista la crescente richiesta di questo materiale per la costruzione di abitazioni e infrastrutture anche in Europa, emerge sempre di più la necessità di colture di bambù nel nostro continente in grado di far fronte a questa nuova esigenza.

Forever Bambù è stato tra i primi in Europa a muoversi in questa direzione: nato nel 2014, conta oggi 24 srl agricole che hanno piantumato 76.400 piante in 62 ettari con la partecipazione di 408 soci provenienti da 5 paesi.

Scopri il progetto Forever Bambù.

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