Il bambù in campo edilizio: un trend in crescita in tutto il mondo

Costruire con il bambù per un'architettura sostenibile

Se chiedessimo di descrivere l’aspetto di un edificio realizzato in bambù, in molti si ritroverebbero probabilmente ad immaginare una piccola e semplice capanna dall’aspetto rustico, magari collocata all’interno di qualche villaggio in una zona remota del continente asiatico. Ma costruire con il bambù oggi significa molto più di questo. Il bambù come materiale edile sta diventando infatti sempre più richiesto per realizzare infrastrutture complesse, abitazioni in grado di coniugare design e funzionalità, edifici moderni ed eleganti. E questo non solo in Estremo Oriente, dove l’impiego del bambù per l’edilizia vanta una tradizione millenaria, ma anche nei Paesi Occidentali. Conosciuto come l’”acciaio verde” in virtù della sua capacità di resistere a trazione e compressione, e molto apprezzato per via del suo carattere sostenibile, il bambù è il nuovo trend architettonico da tenere d’occhio

Costruire con il bambù: un materiale 100% sostenibile

Il primo aspetto che viene in mente quando si parla di strutture in bambù è innanzitutto quello della sostenibilità. Il bambù è infatti un materiale di origine vegetale, disponibile in grandi quantità in natura. Nell’area subtropicale – da dove proviene –  ne crescono spontaneamente più di 1400 specie, ma questa pianta si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro continente, dove si può coltivare con risultati altrettanto positivi e favorevoli per l’ambiente.

Tra le specie adatte all’utilizzo nel campo dell’ingegneria strutturale e dell’architettura troviamo la Guadua angustifolia kunth, la Phyllostachys bambusoides e la Phyllostachys edulis. Quest’ultima è quella coltivata anche da Forever Bambù.

Il bambù vanta inoltre una delle crescite più veloci di tutto il panorama vegetale: quello cosiddetto Gigante, ad esempio, è in grado di aumentare di più di 60 cm al giorno!

Tra i motivi che portano a considerare il bambù un materiale di costruzione ecologico e sostenibile c’è anche la sua capacità di prevenire l’inquinamento atmosferico assorbendo quantitativi di anidride carbonica superiori ad altre specie di arbusti. Inoltre, la sua coltivazione avviene senza fare ricorso a fertilizzanti chimici inquinanti.

Importante da considerare è anche la sua capacità di rigenerarsi spontaneamente: a differenza di un albero, il bambù ha bisogno solo di 3-5 anni per ricrescere dopo il taglio.

Pur ricordando per aspetto e caratteristiche il legno classico, il bambù rappresenta, grazie alla sua crescita rapida e alla sua rinnovabilità, un materiale decisamente più sostenibile, capace di ridurre l’impatto ambientale provocato dal disboscamento. Secondo uno studio condotto da De Flander et al. (2009) in Colombia, un ettaro di foresta di bambù sarebbe in grado di garantire ogni anno un quantitativo di materia tale da costruire una casa di medie dimensioni. Per una casa della stessa grandezza realizzata in legno sarebbero invece necessari ben 4 anni.

Perché costruire con il bambù: proprietà meccaniche e caratteristiche

Non solo sostenibilità. Il bambù rappresenta un ottimo materiale da costruzione per numerosi altri motivi.

Al primo posto troviamo la sua capacità di coniugare una grande leggerezza – il bambù pesa circa un decimo dell’acciaio – a un’eccellente resistenza, caratteristica quest’ultima che gli è valsa il soprannome di “acciaio vegetale”. Il bambù possiede infatti una resistenza alla compressione superiore a quella del legno e del calcestruzzo, e una resistenza alla trazione molto simile a quella dell’acciaio. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per realizzare elementi verticali di sostegno, quali pilastri e colonne.

Il bambù è inoltre molto flessibile: questo fa sì che, se trattato in maniera opportuna durante il processo di crescita, esso possa assumere qualsiasi forma. Si possono ad esempio creare degli archi, pannelli di vario tipo e pavimentazioni da interni, che coniugano funzionalità e bellezza.

In virtù della sua flessibilità e leggerezza, il bambù è noto anche per il suo carattere anti-sismico, ed è quindi adatto per le costruzioni in località soggette a frequenti terremoti. Non stupisce quindi che le abitazioni antisismiche nelle Hawaii siano realizzate proprio con questo materiale. In più, il bambù è particolarmente resistente al fuoco e la sua combustione avviene solo a temperature molto elevate.

Da non dimenticare, poi, è il fattore estetico: con il bambù si possono realizzare edifici ed elementi architettonici molto sofisticati, dall’aspetto elegante e ricercato.

Ultimo (ma non meno importante) motivo che rende il bambù così apprezzato in campo edilizio è la sua economicità: come già detto in precedenza, pur essendo equiparabile o addirittura superiore al legno per aspetto e caratteristiche, il suo costo è decisamente inferiore.

Storia e diffusione del bambù come materiale edile

I Paesi asiatici utilizzano il bambù in campo edilizio da diversi secoli. Le prime costruzioni in bambù risalgono addirittura al 960 a.C.: si tratta di semplici ponti sospesi costruiti con questo materiale in Cina e In India, di cui uno ha collegato fino al 2008 le sponde del fiume Min.

A distanza di quasi 3000 anni, si continua a costruire con il bambù non solo in Oriente, ma anche e sempre di più nei Paesi occidentali. Benché gli edifici non temporanei costruiti strutturalmente in bambù siano ancora relativamente rari in Europa, questo materiale si sta gradualmente diffondendo ed è ormai considerato un’alternativa più che valida non solo a cemento ed acciaio, ma anche al legno.

In Italia è stata costruita la prima struttura pubblica del Vecchio Continente completamente realizzata con il bambù e ad uso permanente. Si tratta del padiglione di bambù di Vergiate (VA), realizzato per ospitare le manifestazioni estive del paese. Per costruirla sono stati utilizzati 400 culmi di bambù, per un totale di circa 500 metri quadrati.

Tra i grandi utilizzatori del bambù come materiale da costruzione c’è anche l’America Latina che, come l’Asia, utilizza questo materiale fin dai tempi antichi. In Costa Rica, ad esempio, esistono interi quartieri realizzati interamente in bambù e in Ecuador, nell’area di Guayaquil, sono state costruite 16.000 abitazioni per famiglie interamente fatte di questo materiale.

La crescente richiesta di bambù per l’edilizia in Europa

Attualmente il bambù utilizzato in campo edilizio proviene ancora in gran parte dai Paesi asiatici (Cina e India al primo posto). Ciò può generare costi di gestione del trasporto non indifferenti.

Vista la crescente richiesta di questo materiale per la costruzione di abitazioni e infrastrutture anche in Europa, emerge sempre di più la necessità di colture di bambù nel nostro continente in grado di far fronte a questa nuova esigenza.

Forever Bambù è stato tra i primi in Europa a muoversi in questa direzione: nato nel 2014, conta oggi 24 srl agricole che hanno piantumato 76.400 piante in 62 ettari con la partecipazione di 408 soci provenienti da 5 paesi.

Scopri il progetto Forever Bambù.

5 startup italiane che portano il bambù nella vita di tutti i giorni

Il bambù è una pianta versatile e resistente, che si presta a moltissimi usi produttivi tra cui la realizzazione di alimenti, tessuti, interni di barche e yacht, mobili e molto altro ancora. Ma non solo: il bambù è anche il materiale ideale per sostituire le plastiche e i materiali poco sostenibili che fino a poco tempo fa venivano utilizzati per creare molti oggetti di uso quotidiano che oggi stiamo cercando di sostituire con alternative altrettanto valide – se non di qualità migliore – ma riciclabili ed ecologiche.

A guidare l’innovazione, in molti casi, sono giovani imprenditori attenti alle tematiche ambientali ma anche al design, alla funzionalità e all’estetica dei prodotti, grazie a cui negli ultimi anni sono nate numerose startup che stanno reinventando i nostri articoli di uso comune.

Dagli spazzolini, le posate e i suppellettili da tavola, fino ad abiti e accessori sportivi, ecco alcune delle più interessanti realtà italiane e internazionali che stanno portando il bambù nelle nostre case e trasformando in ottica sostenibile le nostre abitudini.

 

Brush Bamboo

Non serve spostarsi molto per incontrare la prima delle startup della rassegna, che produce bellissimi spazzolini da denti amici dell’ambiente: nata a Brescia, Brush Bamboo è stata fondata da Francesca Minelli, Marco Donda e Simona Veraldi all’indomani di un viaggio a Londra e poi negli USA. Ispirati dall’attenzione per la sostenibilità che fino a poco tempo fa si poteva riscontrare molto più all’estero che in Italia, i tre giovani hanno deciso di fare qualcosa per portare anche nel Belpaese dei prodotti ecologici e utili. L’idea definitiva, però, è arrivata soltanto dopo un’altra gita, questa volta in Italia, al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci (Provincia di Parma): è il più grande labirinto esistente, composto interamente di piante di bambù (in totale sono circa 200 mila), alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a venti specie diverse. Accanto al percorso c’è il museo, in cui si trovano pubblicazioni che raccontano i più svariati utilizzi di questa pianta. Qui, Francesca, Marco e Simona hanno riscoperto il potenziale enorme del bambù, oltre alla sua bellezza estetica e qualità come materiale produttivo.

Laboo

Sempre in Italia, ma questa volta in Sicilia, nasce Laboo, il laboratorio di progettazione che utilizza il bambù per la realizzazione di prodotti di design ecosostenibile. L’idea arriva da una “visione” di  Filippo Condorelli, ingegnere di Misterbianco, in provincia di Catania, che nei suoi viaggi per il mondo scopre la versatilità del bamboo. Tornato a casa, condivide con i suoi tre vecchi amici e compaesani (Giuseppe Nicotra, project manager e designer; Pierpaolo Murabito, marketing e comunicazione; Mario Condorelli, business development) l’idea di scommettere su questa risorsa. Nel 2015 presentano il loro prodotto-signature: Movimento unico, una bicicletta con il telaio in bamboo che risponde perfettamente alla mission di Laboo di creare design sostenibile per il quotidiano.

Innbamboo

Un altro progetto Made in Italy, nei pressi di Firenze, Innbamboo realizza meravigliosi foulard, scarpe e accessori utilizzando un filato ricavato dalla fibra del bambù, caratterizzato da elevate proprietà antibatteriche, igroscopiche e anallergiche che lo rendono particolarmente unico. I tessuti in filato di bambù sono indicati per tutti, anche per le pelli più delicate e sensibili, favoriscono l’assorbimento dell’umidità corporea mantenendo la naturale traspirabilità dell’epidermide, oltre che prestarsi a tinture e lavorazioni che ne esaltano la bellezza, come dimostrano gli splendidi articoli di Innbamboo che traggono ispirazione dalle opere di famosi artisti. Il progetto, a conduzione familiare, nasce dalla volontà di rivoluzionare le tecniche artigianali della tradizione aggiornandole con un’indirizzo green. Nato dall’iniziativa di una coppia, Ivano Piccenoni e la moglie, oggi coinvolge 12 professionisti tra artigiani e esperti di diversi settori.

Gorilla Socks

Continuiamo a parlare di eccellenze italiane, ma questa volta spostandoci a New York, dove il napoletano Gianluca De Stefano si trasferisce e dà vita, insieme all’americano Gavin Kamara, a Gorilla Socks, azienda che produce calzini eco-friendly (e bellissimi!) fatti per il 75% di viscosa di bamboo, 22% di poliammide e 3% di elastico collegato a mano, con dita del piede e talloni rinforzati. La viscosa usa solo un terzo dell’acqua rispetto al cotone, è la pianta che cresce più velocemente al mondo, è lussuosamente soffice e anche più forte del cotone, resiste agli odori, aiuta a stare più caldi d’inverno e più freschi d’estate, il colore non sbiadisce dopo il lavaggio. Non solo: per ogni paio di calzini acquistati il brand dona il 10% per la difesa dei gorilla, una specie in via d’estinzione sostenuta in collaborazione con la Dian Fossey Gorilla Foundation.

Bamboom

Lanciato in Italia nel 2012, Bamboom nasce da un’idea di Pascalle De Jongh, olandese di origine e in Italia dal 2001, che lavora da sempre nel mondo della prima infanzia, seguendo con particolare interesse le tendenze e le necessità specifiche delle mamme nei diversi Paesi. Il suo brand di moda infantile realizza collezioni di abbigliamento e accessori per i più piccoli in bamboo organico. La produzione 100% italiana fa uso di stoffe e materiali certificati OekoTex, GOTS (Global Organic, Textile Standard) e EcoCert, morbide e leggeri, che non irritano la pelle delicata del bambino e sono anche pratici e confortevoli, perfetti per l’uso intensivo tipico di quando si ha un bebè. 

Il bambù entra in casa: arredi e pavimenti in bambù

Arredi in bambù

Tra le caratteristiche che rendono il bambù un materiale unico nel suo genere troviamo, oltre al suo carattere altamente sostenibile, anche la sua straordinaria versatilità. Dall’ambito edilizio a quello della moda, il bambù vanta infatti una lunga serie di applicazioni, dalle più prevedibili alle più originali. Uno dei settori in cui l’impiego del bambù è in forte ascesa è quello degli arredamenti: in stile etnico o moderni, da interni o da esterni, gli arredi in bambù stanno conquistando un numero sempre crescere di persone, che scelgono di utilizzarli per la propria abitazione. La scelta del bambù non si ferma alla mobilia, ma si estende anche alla pavimentazione. Pratico ed elegante al tempo stesso, il parquet in bambù rappresenta un’alternativa più economica ma altrettanto elegante al parquet in legno classico.

Eco-sostenibilità, resistenza ed eleganza: tutte le virtù del bambù

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai sotto gli occhi di tutti e sempre più persone stanno modificando i propri comportamenti d’acquisto in favore di soluzioni “green” e amiche dell’ambiente. Dall’alimentazione alla moda, dall’edilizia alla tecnologia, la parola d’ordine è sostenibilità.

Da questo punto di vista il settore degli arredamenti non fa eccezione e la richiesta di mobili composti con materiali ecologici è in aumento. Tra questi troviamo in prima linea il bambù, un materiale al 100% eco-sostenibile. Acquistare arredi di bambù per la propria abitazione rappresenta non solo una scelta di stile, ma anche un modo per sostenere concretamente la lotta alla deforestazione e all’inquinamento atmosferico.

Tra le specie di bambù maggiormente utilizzate nel campo degli arredamenti troviamo il bambù gigante detto Moso, uno dei materiali sostenibili per eccellenza in quanto, durante tutto il suo ciclo di vita, assorbe l’anidride carbonica presente nell’aria e produce ossigeno. Il bambù Moso è anche la varietà di bambù coltivata da Forever Bambù, che trova proprio nell’impegno per l’ambiente la sua ragion d’essere.

Il bambù è inoltre un materiale estremamente duttile, che si presta a diverse lavorazioni ed utilizzi: dai letti ai comodini, dai mobili per il soggiorno ai ripiani per la cucina, il bambù permette di realizzare complementi d’arredo per qualsiasi stanza della casa.

Da non sottovalutare è anche il fattore estetico: con il bambù si possono infatti creare arredamenti dall’aspetto esclusivo e ricercato, in grado di conferire un tocco di originalità ad ogni ambiente.

Arredi in bambù: etnici e non solo

Grazie alle sue particolari caratteristiche, oltre che alla sua provenienza (benché oggi sia coltivato anche in Europa, le sue origini rimandano all’Estremo Oriente) il bambù si presta particolarmente bene alla realizzazione di arredamenti in stile etnico, in grado di evocare atmosfere lontane e dal sapore esotico. Non a caso esistono diverse aziende specializzate proprio nella produzione e vendita di mobili etnici in bambù.

Questo non significa tuttavia che lo stile etnico sia l’unico possibile per gli arredi di bambù. Al contrario, proprio in virtù della sua grande duttilità e semplicità di utilizzo, con il legno bambù si possono realizzare anche mobili dall’aspetto più lineare e moderno.

Sono moltissime ad esempio le realtà che propongono arredi in bambù su misura, non necessariamente dal gusto etnico, grazie alle numerose possibilità di personalizzazione offerte.

Molto dipende anche dal modo in cui questo materiale viene trattato, dalla fase in cui la canna di bambù viene tagliata e dalla specie utilizzata.

Con il bambù gigante, ad esempio, si può realizzare uno specifico tipo di lavorazione chiamata “crash bambù”, che consente di ottenere dei pannelli leggeri, resistenti e versatili con i quali creare arredamenti dallo stile moderno ed elegante. Il crash bambù si distingue in particolare per le sue raffinate venature, che conferiscono ai mobili un’apparenza esclusiva e ricercata.

Non solo interni: grazie alla sua notevole robustezza, il bambù viene spesso utilizzato anche per realizzare mobili da esterni, con cui arredare terrazzi, verande, gazebi e giardini.

Dai complementi d’arredo ai pavimenti: il parquet in bambù

Un’altra applicazione sempre più diffusa del bambù all’interno della casa è quella dei pavimenti: esteticamente molto simile al legno, ma più economico ed eco-friendly, il parquet in bambù ha acquisito negli ultimi anni una sempre maggiore popolarità.

Tra la qualità più apprezzate nella pavimentazione in bambù troviamo la sua capacità di coniugare praticità e bellezza: dall’aspetto naturalmente elegante e ricercato, il parquet in bambù è allo stesso tempo molto durevole, in grado di resistere in maniera eccellente ai graffi e all’usura.

La buona notizia è che il parquet in bambù è anche facile da pulire e non richiede alcun trattamento speciale per la sua manutenzione: bastano una semplice scopa o aspirapolvere e del sapone neutro per tiralo a lucido.

I pavimenti in bambù sopportano inoltre molto bene l’umidità, sono a prova di tarme e muffe grazie alle proprietà antibatteriche del materiale e resistono bene anche al fuoco.

Tipologie di parquet in bambù

Il parquet in bambù, oggi facilmente reperibile anche in Italia, è disponibile sul mercato in numerose varianti, stili e colori, dalle tonalità più scure a quelle più chiare. Le aziende italiane commercializzano generalmente il bambù per la realizzazione di pavimenti sotto forma di pannelli o fogli sottili (impiallacciatura).

Esistono tre diverse strutture per il pavimento in legno di bambù: orizzontale, verticale e Strand Woven (bambù pressato).

Le versioni orizzontali e verticali sono composte da asticelle ricavate dalla pianta di bambù e assemblate in un verso o nell’altro rispetto al piano d’appoggio. L’aspetto finale è più caratteristico ed esotico nel primo caso e più sobrio nel secondo.

La versione Strand Woven si realizza invece con la parte alta e nobile del bambù, più sottile, che viene pressata e incollata creando una venatura affine al parquet in legno classico.

Bambù in cucina: gli usi alimentari del bambù

Le proprietà e gli usi in cucina dei germogli di bambù

Forse non tutti sanno che il bambù, oltre ad essere il cibo preferito dai panda, è adatto anche all’alimentazione degli uomini. In più ha un ottimo sapore! I germogli di bambù, che in paesi come la Cina, la Thailandia o il Giappone sono largamente consumati da centinaia di anni, rappresentano un alimento sano e ricco di proprietà nutritive benefiche per l’organismo. Grazie al suo sapore delicato e alla sua peculiare fragranza, il bambù può essere utilizzato in numerose preparazioni. Non stupisce quindi che i suoi germogli stiano cominciando ad apparire sempre più spesso sulle nostre tavole e cucine (non solo in quelle dei ristoranti orientali).

Proprietà dei germogli di bambù

Quando si parla di bambù in cucina si fa normalmente riferimento ai suoi germogli, anche chiamati cuori di bambù. I germogli di bambù freschi costituiscono un alimento salutare e nutriente, considerato un vero e proprio super food, grazie alle innumerevoli sostanze nutritive che contiene e alle sue particolari caratteristiche.

Ipocalorico, povero di grassi e ricco di fibre (che donano un senso di sazietà, combattono il colesterolo cattivo e aiutano contro la stipsi), il bambù rappresenta un ingrediente prezioso non solo per chi segue una dieta dimagrante, ma più in generale per chiunque voglia mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato.

Il bambù è inoltre un’ottima fonte di potassio, un oligoelemento in grado di abbassare la pressione sanguigna e contrastare gli effetti negativi del sodio all’interno del nostro organismo. Non a caso, diversi studi hanno dimostrato che i consumatori regolari di bambù hanno generalmente una pressione medio-bassa.

Nel bambù troviamo poi anche altri minerali come il manganese, il rame, il calcio, il ferro, il fosforo e il silicio, quest’ultimo importante per le ossa e dall’effetto anti-aging.

Da non dimenticare, infine, è l’alto contenuto di vitamine del gruppo A e B presente nei germogli di bambù, tra cui la B6, alleata di occhi e cervello, e l’acido folico, con proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti.

Come se non bastasse, i cuori di bambù sono noti anche per la loro capacità di contrastare le cellule tumorali: insomma, un vero toccasana.

Le varietà commestibili e la raccolta dei germogli di bambù

Le specie di bambù commestibili sono circa 200 (a fronte delle oltre mille esistenti). Tra queste troviamo in particolare la Bambusa vulgaris e la Phyllostachys edulis. Quest’ultimo tipo di bambù, comunemente chiamato Moso (anche detto bambù gigante per via delle dimensioni che è in grado di raggiungere), è quello coltivato da Forever Bambù.

I primi germogli di bambù Moso, che si sviluppano sottoterra, vengono raccolti all’inizio della primavera con un’operazione laboriosa e delicata, da condurre rigorosamente a mano al fine di non staccare anche la radice (ogni germoglio impiega dai 3 ai 4 anni per ricrescere) e non rovinare l’habitat della pianta. La raccolta dei germogli, se fatta nel modo corretto, non danneggia le piantagioni, ma al contrario influisce in maniera positiva sulla crescita.

Visivamente simili a dei grossi asparagi, i germogli di bambù sono dei piccoli coni di colore marrone, con una base biancastra. Una volta rimossa la corteccia esterna, ricca di peluria, rimane il cuore del germoglio, con un colore giallastro simile a quello dello zenzero che, nel caso del bambù gigante o Moso, può raggiungere il peso di 1kg.

Come cucinare i germogli di bambù e che sapore hanno

In generale, i germogli di bambù dovrebbero essere consumati ed utilizzati nelle diverse preparazioni solo dopo essere stati accuratamente lavati e bolliti (almeno 10 minuti ogni 100 gr di prodotto), al fine di eliminare gli effetti nocivi di alcune tossine naturali in esso contenute (i glicosidi cianogenici, presenti anche nella manioca). È consigliabile aggiungere all’acqua di cottura dell’amido di riso, al fine di eliminare quel retrogusto amarognolo che caratterizza i germogli di quasi tutte le tipologie di bambù commestibile e conferirgli un sapore più dolce e gradevole. Una volta cotti, i germogli di bambù possono essere conservati e distribuiti in tutto il mondo.

Per quanto riguarda il sapore, i cuori di bambù hanno un gusto delicato e non invadente che, in base alla varietà e provenienza, ricorda vagamente quello dei carciofi, degli asparagi, dei piselli e, nel caso del Moso, delle patate novelle.

L’altra caratteristica di questo particolare alimento è la sua croccantezza che si mantiene anche dopo la cottura, qualunque sia il metodo utilizzato, rendendolo un ingrediente unico e prezioso per numerose ricette.

Per apprezzarne appieno il sapore, soprattutto se non lo si conosce, si può consumare il bambù da solo, tagliato a fette molto sottili, oppure a rondelle e condito con un filo d’olio e una leggera spruzzata di limone. Altrimenti, i germogli di bambù possono essere saltati in padella, meglio ancora se in un wok, e abbinati a diverse verdure. I cuori di bambù sono ottimi anche marinati e conditi con spezie a piacimento

Il mercato alimentare del bambù e le prospettive in Europa

Il valore di mercato del bambù a livello internazionale si attesta intorno ai 10 bilioni di dollari, di cui 1.2 bilioni derivanti solo dai germogli di bambù: nel mondo se ne consumano oltre 2 milioni di tonnellate all’anno.

Largamente utilizzato nei paesi asiatici (quali Cina, Thailandia, Corea, Taiwan e Giappone), il bambù per uso alimentare si sta estendendo anche in altre parti del globo. Tuttavia, nonostante la loro presenza sempre più diffusa anche nelle nostre cucine, trovare germogli di bambù freschi in Europa è ancora piuttosto difficile. La maggior parte del bambù consumato nel nostro continente proviene infatti dall’Oriente, dove viene cotto e inscatolato per poi essere esportato. Se in Asia i cuori di bambù sono facilmente reperibili in varie tipologie (freschi, essiccati o in barattolo), in Europa si deve ancora ricorrere nella gran parte dei casi alla loro versione precotta e in scatola, molto spesso disponibile solo nei negozi etnici.

Considerando il fabbisogno crescente di questo ingrediente, largamente impiegato dalla comunità asiatica in Europa e sempre più utilizzato anche nelle altre cucine, c’è un vuoto significativo da colmare: il potenziale è dunque davvero notevole per chiunque decida di muoversi in questo senso.

Investire in un progetto come quello di Forever Bambù – la prima iniziativa italiana dedicata alla piantumazione di bambù gigante che riunisce ad oggi 24 società agricole – è una scelta in grado di ripagare sia in termini di sostenibilità ambientale, sia dal punto di vista del ritorno economico; a maggior ragione se si considera che, in virtù delle sue particolari caratteristiche nutritive, il bambù si associa alla perfezione all’alimentazione vegana/vegetariana (trend in continua crescita).

La varietà di bambù coltivata da Forever Bambù (la Phyllostachys edulis) è infatti particolarmente adatta all’uso alimentare ed è in grado quindi di rispondere alla sempre più consistente domanda di germogli di bambù freschi che sta investendo il nostro continente.

I business lunch di Forever Bambù

Ti interessa saperne di più sul mondo del bambù e sugli investimenti green?

Ti piacerebbe approfondire i suoi utilizzi nel settore alimentare, scoprire un’opportunità di business vantaggiosa e benefica per il pianeta e magari assaggiare anche qualche piatto a base di germogli di bambù?

Forever Bambù organizza regolarmente dei business lunch con piatti a base di prodotti derivanti dal bambù, a tu per tu con i founder e soci del progetto.

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