Arriva la bioplastica italiana a base di bambù: una soluzione all’inquinamento da plastica

Una bioplastica italiana prodotta a partire dal bambù, ecologica e sostenibile: è la soluzione sviluppata da Forever Bambù in collaborazione con Mixcycling per contrastare il problema dell’inquinamento da plastica, un materiale altamente nocivo per l’ambiente che mette a rischio non solo gli ecosistemi marini, ma anche la nostra salute. La bioplastica in bambù, resistente e versatile, può essere utilizzata per realizzare tantissimi prodotti (ad esempio bicchieri e posate, ma non solo), permettendo di eliminare una volta per tutte la plastica tradizionale.

Plastica e inquinamento: un problema che non può più aspettare

Gli oceani di tutto il mondo stanno letteralmente soffocando sotto una coltre di plastica (secondo le stime del WWF, rappresenta il 95% dei rifiuti presenti). Ogni anno riversiamo in mare oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, che si accumulano fino a creare delle vere e proprie isole, come il celebre “Pacific Trash Vortex”, situato nell’Oceano Pacifico, con una superficie che supera 4 volte la Francia. 

L’inquinamento da plastica rappresenta una seria minaccia non solo per il Pianeta, ma anche per la nostra salute

Gli studi dimostrano infatti che questo tipo di materiale rimane in circolazione per un periodo minimo che va dai trecento ai quattrocento anni prima di decomporsi, accumulandosi così nei nostri mari e oceani, con conseguenze disastrose sia per le specie che vi abitano sia per gli esseri umani. Questo perché i residui plastici tendono, con il passare del tempo a frammentarsi, formando delle microplastiche che  gli organismi marini finiscono per ingerire, entrando nella catena alimentare, anche dell’uomo.

Inoltre, pochi sanno che gli effetti nocivi della plastica riguardano anche il suolo terrestre, dove le microparticelle di plastica si infiltrano provocando danni agli organismi che lo popolano. In effetti, gli scienziati stimano che l’inquinamento microplastico terrestre sia da 4 a 23 volte superiore rispetto all’inquinamento microplastico marino.

Una bioplastica italiana derivata dal bambù

Sono trascorsi quasi 60 anni dalla vittoria del primo e unico premio Nobel per la chimica in Italia, assegnato all’ingegnere Giulio Natta, il “padre della plastica”: una scoperta di grande interesse scientifico che, tuttavia, si è rivelata con il tempo un vero e proprio cancro ambientale. Ad oggi sono state prodotte globalmente 400 milioni di tonnellate di plastica all’anno (che rappresentano secondo la stima di Nature un peso doppio rispetto a quello di tutti gli organismi viventi) di cui solo il 14-18% viene riciclato. L’Italia, con quasi la metà di rifiuti plastici riciclati e il resto termovalorizzati, risulta più virtuosa rispetto ad altri Paesi, ma non è sufficiente… Servono soluzioni concrete e urgenti per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica: tra queste troviamo la bioplastica.

Insieme al partner Mixcycling, startup innovativa proprietaria di brevetti di sanificazione delle fibre per la produzione di biocompositi con plastica rigenerata e materiali organici, Forever Bambù sta sviluppando una nuova bioplastica derivata dal bambù, sostenibile ed eco-friendly: un’alternativa tutta italiana alla plastica tradizionale! Nello specifico, verranno sviluppati diversi polimeri a base bambù che conterranno, a seconda della loro destinazione d’uso, una percentuale di fibra di bambù dal 30% al 50%, unitamente ad altri materiali come il mais e il polipropilene riciclato.

Tutto il bambù impiegato per la produzione della bioplastiche proviene dalle foreste di Forever Bambù, coltivate con il metodo biologico e biodinamico le quali, come certificato da a un recente studio, risultano in grado di assorbire dall’atmosfera una quantità di CO2 36 volte superiore a un bosco tradizionale, migliorando significativamente la qualità dell’aria che respiriamo.

Inoltre produrre bioplastica con il bambù consente un risparmio di CO2 doppio: da una parte il carbonio catturato dal bambù e utilizzato per la sua crescita viene stoccato in oggetti durevoli, dall’altra vengono risparmiate le emissioni associate alla produzione di plastica, che  sono tra le più inquinanti. La produzione di plastica e gomma stessa contribuisce infatti al cambiamento climatico con 1,4 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti all’anno: un impatto altissimo, inferiore solo alla produzione di cemento (2,9 tonnellate) e all’industria siderurgica (3,7 tonnellate).

Bioplastica di bambù: prodotti e utilizzi

Dal 3 luglio 2021 l’Unione Europea ha messo al bando la plastica monouso in ambito alimentare. Ma come sostituirla? 

Le bioplastiche prodotte da Forever Bambù e Mixcycling rappresentano un’alternativa concreta alla plastica usa e getta in quanto permettono di realizzare tantissimi prodotti impiegati in ambito alimentare, come bicchieri, posate, borracce e contenitori per il cibo riutilizzabili. O ancora, con la bioplastica in bambù si producono spazzolini e altri oggetti di uso quotidiano. Per finire, le bioplastiche trovano applicazione anche in molti settori industriali, dall’automotive all’elettronica, e sono utilizzabili ad esempio per la realizzazione di pezzi e componenti tecnici, avendo dimostrato nei test di resistenza performance analoghe alla plastica tradizionale. 


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