5 startup italiane che portano il bambù nella vita di tutti i giorni

Il bambù è una pianta versatile e resistente, che si presta a moltissimi usi produttivi tra cui la realizzazione di alimenti, tessuti, interni di barche e yacht, mobili e molto altro ancora. Ma non solo: il bambù è anche il materiale ideale per sostituire le plastiche e i materiali poco sostenibili che fino a poco tempo fa venivano utilizzati per creare molti oggetti di uso quotidiano che oggi stiamo cercando di sostituire con alternative altrettanto valide – se non di qualità migliore – ma riciclabili ed ecologiche.

A guidare l’innovazione, in molti casi, sono giovani imprenditori attenti alle tematiche ambientali ma anche al design, alla funzionalità e all’estetica dei prodotti, grazie a cui negli ultimi anni sono nate numerose startup che stanno reinventando i nostri articoli di uso comune.

Dagli spazzolini, le posate e i suppellettili da tavola, fino ad abiti e accessori sportivi, ecco alcune delle più interessanti realtà italiane e internazionali che stanno portando il bambù nelle nostre case e trasformando in ottica sostenibile le nostre abitudini.

 

Brush Bamboo

Non serve spostarsi molto per incontrare la prima delle startup della rassegna, che produce bellissimi spazzolini da denti amici dell’ambiente: nata a Brescia, Brush Bamboo è stata fondata da Francesca Minelli, Marco Donda e Simona Veraldi all’indomani di un viaggio a Londra e poi negli USA. Ispirati dall’attenzione per la sostenibilità che fino a poco tempo fa si poteva riscontrare molto più all’estero che in Italia, i tre giovani hanno deciso di fare qualcosa per portare anche nel Belpaese dei prodotti ecologici e utili. L’idea definitiva, però, è arrivata soltanto dopo un’altra gita, questa volta in Italia, al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci (Provincia di Parma): è il più grande labirinto esistente, composto interamente di piante di bambù (in totale sono circa 200 mila), alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a venti specie diverse. Accanto al percorso c’è il museo, in cui si trovano pubblicazioni che raccontano i più svariati utilizzi di questa pianta. Qui, Francesca, Marco e Simona hanno riscoperto il potenziale enorme del bambù, oltre alla sua bellezza estetica e qualità come materiale produttivo.

Laboo

Sempre in Italia, ma questa volta in Sicilia, nasce Laboo, il laboratorio di progettazione che utilizza il bambù per la realizzazione di prodotti di design ecosostenibile. L’idea arriva da una “visione” di  Filippo Condorelli, ingegnere di Misterbianco, in provincia di Catania, che nei suoi viaggi per il mondo scopre la versatilità del bamboo. Tornato a casa, condivide con i suoi tre vecchi amici e compaesani (Giuseppe Nicotra, project manager e designer; Pierpaolo Murabito, marketing e comunicazione; Mario Condorelli, business development) l’idea di scommettere su questa risorsa. Nel 2015 presentano il loro prodotto-signature: Movimento unico, una bicicletta con il telaio in bamboo che risponde perfettamente alla mission di Laboo di creare design sostenibile per il quotidiano.

Innbamboo

Un altro progetto Made in Italy, nei pressi di Firenze, Innbamboo realizza meravigliosi foulard, scarpe e accessori utilizzando un filato ricavato dalla fibra del bambù, caratterizzato da elevate proprietà antibatteriche, igroscopiche e anallergiche che lo rendono particolarmente unico. I tessuti in filato di bambù sono indicati per tutti, anche per le pelli più delicate e sensibili, favoriscono l’assorbimento dell’umidità corporea mantenendo la naturale traspirabilità dell’epidermide, oltre che prestarsi a tinture e lavorazioni che ne esaltano la bellezza, come dimostrano gli splendidi articoli di Innbamboo che traggono ispirazione dalle opere di famosi artisti. Il progetto, a conduzione familiare, nasce dalla volontà di rivoluzionare le tecniche artigianali della tradizione aggiornandole con un’indirizzo green. Nato dall’iniziativa di una coppia, Ivano Piccenoni e la moglie, oggi coinvolge 12 professionisti tra artigiani e esperti di diversi settori.

Gorilla Socks

Continuiamo a parlare di eccellenze italiane, ma questa volta spostandoci a New York, dove il napoletano Gianluca De Stefano si trasferisce e dà vita, insieme all’americano Gavin Kamara, a Gorilla Socks, azienda che produce calzini eco-friendly (e bellissimi!) fatti per il 75% di viscosa di bamboo, 22% di poliammide e 3% di elastico collegato a mano, con dita del piede e talloni rinforzati. La viscosa usa solo un terzo dell’acqua rispetto al cotone, è la pianta che cresce più velocemente al mondo, è lussuosamente soffice e anche più forte del cotone, resiste agli odori, aiuta a stare più caldi d’inverno e più freschi d’estate, il colore non sbiadisce dopo il lavaggio. Non solo: per ogni paio di calzini acquistati il brand dona il 10% per la difesa dei gorilla, una specie in via d’estinzione sostenuta in collaborazione con la Dian Fossey Gorilla Foundation.

Bamboom

Lanciato in Italia nel 2012, Bamboom nasce da un’idea di Pascalle De Jongh, olandese di origine e in Italia dal 2001, che lavora da sempre nel mondo della prima infanzia, seguendo con particolare interesse le tendenze e le necessità specifiche delle mamme nei diversi Paesi. Il suo brand di moda infantile realizza collezioni di abbigliamento e accessori per i più piccoli in bamboo organico. La produzione 100% italiana fa uso di stoffe e materiali certificati OekoTex, GOTS (Global Organic, Textile Standard) e EcoCert, morbide e leggeri, che non irritano la pelle delicata del bambino e sono anche pratici e confortevoli, perfetti per l’uso intensivo tipico di quando si ha un bebè. 

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