Coltivare Bambù in Italia? Ecco la nostra esperienza

La coltivazione del bambù in Italia sta crescendo notevolmente, spinta dall’attenzione del Paese per investimenti sostenibili. La natura versatile del bambù, unita agli alti ritorni finanziari, ha attirato l’interesse di coltivatori e investitori in varie Regioni d’Italia. Questo articolo esamina lo stato dell’arte della coltivazione del bambù in Italia, mettendo in luce esempi di aziende italiane di successo, il quadro legislativo in evoluzione e le principali sfide di questo settore. Quindi, scopriamo insieme se è davvero possibile coltivare bambù in Italia

Le ragioni del successo della coltivazione di Bambù in Italia

Il bambù gigante, noto per la sua robustezza e crescita rapida, trova un ambiente ideale in Italia, una nazione nota per la sua varietà climatica e fertilità del suolo. Le regioni del Centro e del Nord Italia, in particolare la Lombardia, la Toscana, l’Emilia-Romagna e il Piemonte, si sono rivelate particolarmente adatte alla coltivazione di questa pianta. Il clima temperato di queste aree, che riesce a mantenere temperature moderate anche in inverno, unito a terreni ben drenati e ricchi di nutrienti, favorisce la crescita vigorosa del bambù gigante. La Toscana, in particolare, ha assistito a un aumento della coltivazione del bambù, sfruttando il clima favorevole e le condizioni del suolo per una crescita ottimale. 

Queste caratteristiche, insieme a studi approfonditi del terreno e alle tecniche agricole specifiche come le corrette lavorazioni e concimazioni, permettono alle piantagioni di bambù di svilupparsi efficacemente. In Italia, la coltivazione del bambù non è solo un’alternativa ecologica, ma anche un’opportunità economica, grazie all’interesse crescente per prodotti sostenibili e all’innovazione nel settore agricolo. La presenza di bambù gigante è quindi un indicatore di un movimento verso un’agricoltura più sostenibile e attenta all’ambiente. Secondo l’Associazione Italiana per il Bambù, l’area totale di terreno dedicata alla coltivazione del bambù in Italia si attesta tra i 2.000 e i 1.000 ettari.

Forever Bambù: le nostre foreste

Forever Bambù, sotto la guida imprenditoriale e visionaria del suo presidente, Emanuele Rissone, si è distinta nel panorama agricolo italiano per la sua capacità di innovare e adattarsi alle sfide del settore. Con piantagioni estese tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, l’azienda ha investito significativamente nella coltivazione del bambù, sfruttando le qualità ecologiche e la sostenibilità di questa pianta versatile. Grazie alla lungimiranza di Rissone, Forever Bambù ha superato numerose difficoltà, specialmente quelle legate agli iniziali ostacoli burocratici allo sviluppo intensivo del settore.

Il successo di Forever Bambù risiede non solo nell’approccio visionario di Rissone ma anche nel sostegno crescente dei suoi Soci, che hanno contribuito all’espansione dell’azienda fino al 2022. Questo impegno sinergico ha permesso di mantenere e sviluppare ulteriormente le foreste di bambù, trasformandole in un esempio di agricoltura innovativa e rispettosa dell’ambiente. L’esperienza di Forever Bambù dimostra come l’industria del bambù possa non solo prosperare ma anche favorire un futuro più verde e sostenibile per l’agricoltura italiana.

Semina del bambù a Civitella Paganico (GR)

Coltivazione del Bambù: le aziende Italiane all’avanguardia

Le aziende italiane sono state in prima linea nella coltivazione del bambù, cogliendo le opportunità presentate da questa pianta estremamente versatile. Ad esempio, Forever Bambù si è fatto un nome nell’industria, enfatizzando gli aspetti sostenibili della coltivazione del bambù. L’azienda è stata fondamentale nel promuovere l’uso del bambù in una vasta gamma di applicazioni, che vanno dalla costruzione e arredamento fino alle soluzioni di imballaggio ecologiche. Senza dimenticare l’importanza e la centralità del bambù quando si parla di compensazione di CO2.

L’esperienza di Forever Bambù: la parola a Mauro Lajo

Riportiamo le parole dell’AD, Mauro Lajo:

Sin dal principio, siamo stati guidati da alcuni precisi ideali che ci avrebbero sicuramente caratterizzato all’interno del mercato nazionale e internazionale, come, per esempio,  coltivare ogni terreno in maniera “gentile”, in modo che lo stesso, nel tempo, potesse diventare migliore rispetto alle condizioni di mantenimento iniziali. In questo modo, pensiamo che la nostra azione possa contribuire attivamente alla produzione di un vantaggio per il pianeta, per l’ambiente e, soprattutto, per gli esseri umani. Inoltre, qualora tale progetto non avesse conseguito alcun risultato economico, sarebbe stato comunque un vero e proprio investimento per la creazione di benessere tanto per gli animali, quanto per l’uomo.  

Inoltre, conclude Mauro Lajo

A distanza di dieci anni, voglio sottolineare come oggi sia il momento adatto per iniziare a piantumare e investire nel bambù gigante. Dico ciò perché, in questo periodo, possiamo notare un aumento esponenziale dell’interesse e della sensibilità del mercato, nazionale e internazionale, nei confronti della sostenibilità nel senso più ampio. In particolare, dobbiamo menzionare comparti come quello dei materiali innovativi, in cui Forever Bambù stessa sta sperimentando e investendo con la volontà di apportare cambiamenti significativi alla filiera produttiva Made in Italy. Ancora, abbiamo notato che sempre più aziende locali richiedono la possibilità di avviare su terreni di loro proprietà dei bambuseti aziendali, visti come scelta di successo e investimento utile sia per mitigare la carbon footprint aziendale che per migliorare la reputazione presso tutti gli stakeholder. 

Coltivare del Bambù: il panorama europeo

In Europa, l’attenzione verso pratiche agricole sostenibili sta crescendo, come dimostra l’esperienza di BambooLogic nei Paesi Bassi. Questa azienda è stata pioniera nella coltivazione e nella cura del bambù gigante, segnando un importante passo avanti nel settore. In una simbiosi di intenti, Forever Bambù e BambooLogic stanno lavorando insieme per sviluppare un vero e proprio mercato europeo del bambù, puntando non solo alla produzione di materiali innovativi ma anche alla compensazione delle emissioni di CO2.

Il loro obiettivo è doppio: da un lato, sostituire materiali ad alto impatto ambientale, dall’altro, offrire soluzioni per la riduzione dell’impronta di carbonio di aziende e privati. Questa collaborazione rappresenta un esempio di come l’innovazione nel settore del bambù possa contribuire significativamente a un futuro più sostenibile. L’operato di queste aziende evidenzia l’importanza di costruire una filiera che integri l’ecosostenibilità con lo sviluppo industriale, promuovendo il bambù come risorsa chiave per un’agricoltura innovativa e rispettosa dell’ambiente.

Coltivare bambù in Italia: le difficoltà

Sebbene le prospettive della coltivazione del bambù siano promettenti, è essenziale affrontare le complessità e le sfide associate a questo sforzo. Una delle principali difficoltà sta nel confutare i pregiudizi e le voci che circondano la coltivazione del bambù. Contrariamente alla credenza popolare, il bambù non risulta invasivo se controllato da una serie di pratiche agronomiche mirate. Inoltre, garantire condizioni di crescita ottimali, gestire il processo di raccolta e affrontare potenziali problemi di parassiti e malattie presentano sfide significative per i coltivatori.

Aratura del terreno coltivato a bambù di Civitella Paganico (GR)

L’esperienza di Forever Bambù: la parola a Mauro Lajo

Dall’esperienza di Forever Bambù e dalle parole di Mauro Lajo possiamo trarre quanto segue,

la principale difficoltà nella coltivazione del bambù è stato il terreno stesso. Infatti, dobbiamo evidenziare che il bambù è considerabile come una pianta “lenta”, per cui i tempi di reazione a un eventuale stress esterno sono lunghi, comportanto in questo modo una complessità nella stesura e nella redazione di un preciso protocollo agroforestale che potesse diventare uno standard. Ancora, non di meno, dobbiamo citare la difficoltà inerenti all’irrigazione e alla coltivazione di grandi ettari di terreno. 

A questo proposito, Mauro Lajo puntualizza che 

almeno inizialmente, tra gli agricoltori e agronomi stessi non esisteva alcuna consapevolezza tecnica e competenza specifica sulla tematica, rendendo il compito ancora più arduo. Infatti, conviene ricordare che coloro i quali hanno applicato le proprie conoscenze agricole, provenienti da altri settori differenti al bambù, solitamente hanno fallito nella coltivazione di questa pianta, proprio perché servivano – e servono ancora – competenze legate alla gestione delle cosiddette graminacee. Forever Bambù, dunque, ha cercato di uniformare un comportamente agronomico e agrario utile alla piantumazione e alla gestione del bambuseto. Abbiamo fatto tesoro della nostra esperienza decennale che ci permette oggi di affrontare tutte le problematiche che possono emergere nelle varie fasi di vita del bambuseto, dall’impianto alla manutenzione a regime, creando un disciplinare agro-forestale che ha integrato i principi dell’agricoltura biologica e simbiotica, applicandoli a questa pianta così speciale.

Quali prospettive aspettarsi dalla coltivazione del bambù?

La coltivazione del bambù in Italia presenta un’opportunità convincente per investimenti sostenibili, sostenuta da un quadro legislativo favorevole e dagli sforzi pionieristici delle aziende italiane. Mentre l’industria offre grandi promesse, è imperativo affrontare le complessità e i pregiudizi che circondano la coltivazione del bambù. Sfruttando la sostenibilità e la versatilità intrinseche del bambù, l’Italia può continuare a sfruttare i benefici economici e ambientali offerti da questa straordinaria pianta.
Vuoi vedere di persona la bellezza di una foresta di bambù matura? Prenota una visita nei nostri bambuseti a Trezzo sull’Adda, Portomaggiore o Cravanzana. Scrivi alla nostra segreteria, al seguente indirizzo email: segreteria@foreverbambu.com, per fissare la tua passeggiata. Vieni a scoprire come Forever Bambù sta cambiando il futuro dell’agricoltura sostenibile!

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