Dal 2 febbraio 2026 chi progetta, costruisce o fornisce materiali per un’opera pubblica lavora con un metro diverso.
I CAM Edilizia aggiornati dal DM 24 novembre 2025 non ritoccano qualche parametro: spostano la sostenibilità all’inizio del processo, dove nascono le decisioni che contano.
Per un’impresa o un produttore di materiali, questo significa una cosa concreta. I requisiti ambientali diventano un criterio di accesso al mercato degli appalti, non un allegato da compilare alla fine. Vediamo cosa sono, cosa è cambiato e dove si gioca la partita.
Cosa sono i CAM Edilizia
I CAM Edilizia sono i Criteri Ambientali Minimi che la Pubblica Amministrazione deve inserire negli appalti relativi a progettazione, direzione lavori, manutenzione ed esecuzione degli interventi edilizi. La loro obbligatorietà discende dall’articolo 57 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e si inserisce nel Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP).
In pratica, lo Stato usa la propria capacità di spesa come leva: se vuoi lavorare con il committente pubblico, rispetti soglie minime su materiali, efficienza, gestione del cantiere e durabilità dell’opera.
C’è una novità di perimetro che merita attenzione.
Il decreto include tra i soggetti obbligati anche i privati che eseguono opere di urbanizzazione a scomputo del contributo per il permesso di costruire. La rilevanza dei CAM, quindi, esce dal recinto del solo appalto classico.
CAM Edilizia 2026: cosa cambia con il nuovo decreto
Il DM 24 novembre 2025 (MASE), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025, sostituisce integralmente l’edizione 2022 e il correttivo del 5 agosto 2024, allineando i criteri al nuovo Codice dei contratti. Le direzioni di cambiamento sono tre.
L’ambito si allarga.
I CAM 2022 guardavano soprattutto all’edilizia residenziale. Ora la conformità diventa trasversale: scuole, strutture sanitarie, impianti sportivi, uffici, infrastrutture. La destinazione d’uso non fa più da filtro.
La sostenibilità entra in progettazione.
I criteri ambientali vanno richiamati già nel Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), cioè nell’atto con cui la stazione appaltante fissa gli obiettivi prima di affidare l’incarico. Il progettista redige poi una Relazione CAM in cui motiva le scelte e giustifica le eventuali deroghe.
Il ciclo di vita diventa linguaggio comune.
Il decreto definisce una metodologia per gli studi LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) dell’edificio, collegandoli alla Relazione di Sostenibilità del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica e a specifici criteri premianti. Sul fronte digitale, la gestione informativa BIM assorbe i dati ambientali dei componenti, con un ruolo rafforzato rispetto al passato.
I materiali al centro: riciclato, EPD e tracciabilità
Qui si concentra la parte più operativa per chi produce o fornisce.
Il nuovo testo conferma e precisa le percentuali minime di contenuto di materia recuperata, riciclata o da sottoprodotti, calcolate sul peso del prodotto. Qualche esempio tratto dal decreto:
- Prodotti legnosi: 70%
- Isolanti in cellulosa: 80%
- Coperture, pavimenti e muratura faccia a vista: 7,5%
- Acciaio per usi strutturali: soglie variabili in funzione del processo produttivo
Il punto è rispettare la soglia e soprattutto dimostrarlo con dati verificabili. Gli strumenti riconosciuti sono le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) conformi alle norme tecniche di settore, l’Ecolabel UE, schemi come ReMade in Italy e Plastica Seconda Vita, oltre alle prassi End of Waste per i materiali da riempimento.
I criteri premianti: la sostenibilità che vale punti
Attenzione! Una EPD fornisce dati ambientali verificati, ma non certifica in automatico la conformità CAM. Resta sempre il confronto con il requisito specifico richiesto per quel prodotto o componente. È una distinzione che fa risparmiare contestazioni in sede di gara. Accanto ai requisiti obbligatori, i CAM Edilizia 2026 ampliano i criteri premianti, cioè quelli che assegnano punteggio aggiuntivo in offerta. Tra i principali:
- percentuali di materiale riciclato superiori alla soglia minima;
- riduzione documentata degli indicatori ambientali rispetto alla soluzione a base di gara;
- studi LCA e LCC a supporto del miglioramento prestazionale;
- competenza ed esperienza del gruppo di progettazione in edilizia sostenibile.
La novità di segnale riguarda l’ESG. Per la prima volta il decreto riconosce un punteggio premiante alle imprese in possesso di un’attestazione di conformità sul livello di esposizione ai rischi ambientali, sociali, di governance e di business ethics.
La sostenibilità d’impresa, misurata e attestata, diventa un vantaggio competitivo in gara.
Perché i CAM Edilizia riguardano la tua filiera
Facciamo un passo indietro e guardiamo la catena. Il progettista chiede materiali con requisiti precisi; l’impresa li cerca sul mercato; il produttore deve avere pronte le prove. Chi arriva in gara senza EPD, senza dato di riciclato attestato e senza carbon footprint di prodotto, semplicemente resta fuori o perde punti.
Qui si apre lo spazio per chi lavora sui materiali a basso impatto e sulla misurazione delle emissioni. La domanda pubblica sta orientando il mercato verso filiere documentate, dove il valore ambientale di un prodotto va dichiarato con numeri e metodo. Per le aziende che producono materiali rinnovabili e per chi gestisce progetti di assorbimento di CO2, i CAM sono il motivo per cui quei dati diventano un asset commerciale.
Un quadro che non vive isolato
Il contesto normativo, peraltro, è interconnesso. I CAM dialogano con il nuovo regolamento sui prodotti da costruzione, con le regole europee sui green claims e con gli obblighi di rendicontazione che stanno ridisegnando il rapporto tra impresa e sostenibilità. Chi struttura oggi la propria documentazione ambientale si trova avanti su più fronti contemporaneamente.
Dal 2 febbraio 2026 la sostenibilità in edilizia pubblica non si dimostra alla consegna: si progetta, si documenta e si misura dall’inizio.
Attrezzare la filiera con dati verificabili (sui materiali, sul contenuto di riciclato, sulle emissioni) è il modo più diretto per trasformare un obbligo normativo in un vantaggio di posizione.
Vuoi capire come rendere misurabile e documentabile l’impatto ambientale dei tuoi materiali e dei tuoi progetti? Scopri le soluzioni Forever Bambù per materiali sostenibili e porta in gara dati che fanno la differenza


